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martedì 20 ottobre 2015

Il verdetto sarà pronunciato il Mercoledì

Le verdict sera prononcé ce mercredi
Il presidente del tribunale penale di Sidi M'hamed ha emesso il suo verdetto Mercoledì prossimo, nel caso della ex CEO di Sonelgaz e altri 26 imputati processati in un caso di appropriazione indebita.
Il procuratore del tribunale, Bouabdellah Hattem, lo scorso settembre aveva chiesto pene che vanno da 7 a 10 anni di carcere e una multa di un milione di dinari contro 27 ex dirigenti ed ex funzionari di diverse agenzie e filiali commerciali di Sonelgaz, con a capo l'ex amministratore delegato Bitouni Mustapha, che aveva servito nei primi anni 2000.
Il procuratore ha ritenuto che tutte le prove legali e materiale relativo ai costi erano formali, soprattutto per quanto riguarda la cattiva gestione degli affari della società.
Gli intervistati sono stati accusati di diverse accuse, tra cui la falsificazione e l'uso di falso in documenti ufficiali, il sovraccarico, traffico d'influenza e con la professione per guadagno personale.
Gli imputati sono accusati di aver creato non meno di 6000 fatture false a scapito di numerose istituzioni statali, come la Presidenza della Repubblica, il Dipartimento della Difesa Nazionale, il Ministero degli Interni e le unità di governo e militari locali situati nella periferia della capitale.
Le persone incriminate che occupano posizioni di responsabilità all'interno dei vari uffici di vendita situati nella wilaya di Algeri, con il commercio e responsabili finanziari.
Gli imputati, che sono riusciti al bar per rispondere alle gravi accuse mosse nei loro confronti dai giudici della Divisione Atto d'accusa del Tribunale di Algeri, sono state unanimi nel dichiarare al presidente incaricato del caso Djidor Naima, vi sia nulla nel caso di appropriazione indebita, dicendo che "le anomalie e le carenze esistevano ancor prima che venga nominato funzionario nei vari uffici di vendita."
Va notato che il giudice istruttore di condurre l'inchiesta ha emesso un ordine di licenziamento a favore di tutti gli intervistati.
Tuttavia, il pubblico ministero ha presentato ricorso alla divisione accusa del Tribunale di Algeri, presieduto da Zigha Djamila, la prima donna nominata procuratore presso il tribunale di Boumerdes.
Lei aveva annullato non solo la decisione del giudice, ma anche disposto il trasferimento del caso al giudice penale, sostenendo che ogni degli imputati coinvolti nel caso avesse qualche responsabilità, specialmente per quanto riguarda il loro coinvolgimento diretto in falso e sovrapprezzi.
Tutto in questione apparve davanti alla presidente della sezione dei reati flagranti, secondo gli avvisi sono stati inviati a loro da un ufficiale giudiziario.
Gli avvocati della difesa che sono riusciti a loro osservazioni ritenuto che i giudici della divisione accusa del tribunale Algeri avevano commesso un aborto spontaneo della giustizia nel rinviare il caso al tribunale penale per la semplice ragione che il Atto d'accusa sezione della Corte suprema aveva confermato l'ordinanza del giudice istruttore incaricato quindi l'indagine giudiziaria.
Infine, hanno chiesto l'attuazione di articoli relativi all'estinzione pubblico a favore di tutti gli intervistati, sostenendo che le denunce non sono state presentate in modo tempestivo. Il caso risale infatti ai primi anni del 2000 quando queste sono state registrate nella cancelleria nel 2008