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mercoledì 11 novembre 2015

L'editore di El Djoumhouria davanti al giudice per "blasfemia" e "violazione del Profeta"

ElDjmouhouria21102014-500x250.jpgMartedì mattina, l'ex direttore di giornale nazionale El Jomhouria Mohamed Chergui è comparso davanti al giudice del tribunale di Orano per "blasfemia" e "minare il profeta Maometto". E questa carica gli potrebbe costare la pena di 3 anni di carcere.
In sua difesa, l'ex direttore ha detto di aver recuperato un articolo su Internet sul tema delle parole usate nel Corano che non sono di origine araba. Purtroppo un guscio scivolò e nessuno corretto prima di stampare il giornale. Questo guscio prevede un passaggio che accusa il Profeta di manipolare il Corano e la scrittura, e alla domanda perché Chergui nel giornale, che ha due redattori associati ed un editor di principale e correttori, nessuno catturato questo guscio.
Il processo si è svolto alla presenza del Direttore Generale Bouziane Benachour, l'editor corrente e altri tre giornalisti tutti i testimoni contro il loro collega.
Interrogato dal giudice, il giornale della DG ha risposto che subito dopo l'installazione, le istruzioni sono state date a lui per sbarazzarsi del rosso-testa. Una risposta che sia messo in imbarazzo i giudici pubblici composti principalmente da giornalisti.
La difesa non si è dichiarato colpevole in un appello dimostrare che secondo le informazioni codice non c'era diffamazione o danneggiare l'Islam e il Corano. Tanto più che l'imputato era un ex professore universitario e uno dei più gravi giornalisti, il più luminoso e più dinamici e, soprattutto, che non si poteva mettere in discussione i suoi profondi sentimenti religiosi.
Il procuratore generale ha chiesto una condanna a sei mesi fermo. Il caso è sotto deliberazione.
Infine, ricordiamo che Mohamed Chergui è un padre di tre figli, tra cui una figlia con sindrome di Down e si spera che il tribunale sarà magnanimo a questo giornalista e considerare che non c'era premeditazione, ma semplicemente disattenzione.
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